Ostello Residenza Cerqueto
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L'ostello vicino alla Cascata delle Marmore

La Cascata delle Marmore è una meravigliosa opera di ingegneria di epoca romana sulla natura per deviare le acque del fiume Velino che defluiscono dal lago di Piediluco e si tuffano con fragore nella sottostante gola del Nera. Si trova quasi alla fine della Valnerina, lungo la valle scavata dal fiume Nera, in prossimità della frazione di Marmore e a nemmeno 8 km di distanza da Terni e dal nostro ostello.

La Storia

Nell'età romana, a cui risale la Cascata delle Marmore, le tecniche di controllo delle acque hanno tre scopi fondamentali: irrigare i campi, dissetare la popolazione delle città, liberare dalle acque stagnanti nuove terre per renderle coltivabili e abitabili. Nessuno degli interventi realizzati ha però mai messo in comunicazione due bacini idrografici, facendo diventare due fiumi uno affluente dell'altro, né ha dato luogo a una cascata.

Per liberare la valle Reatina dall'impaludamento causato dalle acque del fiume Velino, il console Curio Dentato fa scavare nella roccia un canale, denominato cavo Curiano, facendo precipitare nel sottostante fiume Nera le acque del Velino, bonificando così la valle Reatina.

Anche se nella piana Reatina rimangono alcuni laghi e anche se il cavo Curiano non riesce a contenere completamente le piene del Velino, almeno nel breve periodo la Cascata risolve il problema dell'impaludamento ma ne crea altri nei territori a valle.

Nel 1385 i mastri Favarone da Labro, Niccolò da Piediluco e Giovanni da Fermo progettano un canale alternativo a quello Curiano. Il canale, iniziato dai Reatini, viene però interrotto dai Ternani che temono l'inondazione delle proprie terre a causa dell'eccessiva immissione di acque del Velino nel Nera.

Nel 1417 i Reatini espugnano Rocca San Zenone, costruita dai Ternani per impedire la modifica del cavo Curiano. Nel 1418 Braccio Fortebraccio da Montone affida la realizzazione di un nuovo progetto all'architetto Fioravanti, il quale conferma l'idea di scavare un canale parallelo al cavo Curiano, proseguendo l'opera iniziata dai Reatini. Questo nuovo canale viene completato nel 1422 e prende il nome di cavo Reatino.

Dopo vari tentativi, di cui uno operato dall'Architetto Antonio da Sangallo, nel 1596, vista l'inefficacia di tutte le opere realizzate precedentemente, papa Clemente VIII incarica l'architetto Giovanni Fontana di porre rimedio al problema dell'impaludamento della piana Reatina.

Questi ripropone la soluzione attuata dai Romani nel III sec. a.C. e nel 1601 inaugura il cavo Clementino. In pratica, fa allargare l'antico cavo Curiano, ne abbassa il fondo e ne incrementa la pendenza per aumentare la velocità delle acque; inoltre fa costruire un "ponte regolatore" per consentire il passaggio di un massimo di 200 metri cubi di acqua al secondo e impedire così piene rovinose nella sottostante valle del Nera.

Il nuovo canale riesce finalmente a bonificare il Reatino, provocando la divisione del lago Velino in più bacini autonomi (laghi di Ventina, di Canale, di Cor della Stella e di Piediluco) e rendendo indipendente il percorso del fiume Velino. Il "ponte regolatore", però, si rivela non del tutto efficace e fa passare fino a 320 metri cubi di acqua al secondo.

La massa d'acqua che precipita dalla Cascata ostacola il deflusso del Nera e, nei periodi di intensa piovosità, provoca l'inondazione delle campagne per diversi chilometri a monte della Cascata.

Nel 1787 papa Pio VI approva il progetto dell'architetto Andrea Vici per la realizzazione di un taglio diagonale sul secondo balzo, intervento che dà alla Cascata il suo aspetto attuale.

Il futuro industriale di Terni sembra profilarsi già a partire dal 1861, al momento dell'annessione al Regno d'Italia, quando Gioacchino Pepoli, commissario generale straordinario per l'Umbria, scrive che Terni sarebbe divenuta nella "nuova Italia la città dell'industria, del commercio e del lavoro". Da questo momento in poi la Cascata non viene più individuata come strumento di bonifica del territorio o come momento di regolamentazione del sistema idrico, né come episodio "naturale" di assoluta rilevanza, ma se ne cominciano a valutare le possibilità energetiche.

Tra il 1881 e il 1884 viene costruita a Terni la Fabbrica d'Armi ed è per favorire il suo insediamento che tra il 1873 e il 1879 il Comune si fa promotore della costruzione del canale Nerino.

Nel 1886 la Società degli Alti Forni Fonderie e Acciaierie di Terni, la prima acciaieria d'Italia, entra in funzione: tutti i suoi meccanismi sono alimentati dalla forza motrice assicurata da 2 metri cubi d'acqua derivati dalla sponda destra del cavo Curiano.

Il vero punto di svolta nello sfruttamento delle acque del Velino e della Cascata è rappresentato dalla diffusione dell'energia elettrica per l'illuminazione pubblica e privata, dalla diffusione dei motori elettrici e, soprattutto, dal suo impiego come "materia prima" nell'industria siderurgica e nell'industria chimica.

Nel 1896 si avvia a Papigno, ai piedi della Cascata, il primo stabilimento italiano per la produzione su vasta scala del carburo di calcio, la Società Carburo.

Per una sorta di contrappasso, la Cascata, "costruita" per soddisfare le esigenze produttive dell'agricoltura, a distanza di due millenni sparisce per le esigenze produttive questa volta dell'industria.

La leggenda

Una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore.

I Sentieri

All'interno dell'area turistico - escursionistica della Cascata delle Marmore è possibile percorre 4 sentieri tracciati e segnalati che permettono al visitatore di osservare la cascata da punti di vista panoramici di suggestiva bellezza.

Sentiero 1

Grado di difficoltà: medio
Tempo di percorrenza: 40 minuti in salita, 25 minuti in discesa
Dislivello: 150 metri
Si tratta dell'itinerario storico della Cascata che collega il Belvedere Inferiore al Belvedere Superiore dove si trova la Specola, una torre posta in posizione panoramica rispetto al primo salto della Cascata, alto circa 90 metri. La specola fu fatta costruire nel 1781 da papa Pio VI. Lungo il percorso di questo sentiero, che si sviluppa all'interno di un lussureggiante bosco, si possono ammirare delle grotte naturali scavate nel travertino, roccia che caratterizza l'intera area. Inoltre si può percorrere un tunnel che conduce al Balcone degli innamorati, proprio sotto il primo salto della Cascata.

Sentiero 2

Grado di difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 20 minuti (circuito ad anello)
Dislivello: 40 metri
L'itinerario conduce al cuore della Cascata. Attraverso un sistema di scale e passerelle in legno il visitatore attraversa un canale secondario della Cascata, nascosto tra la ricca vegetazione. Si tratta di una piccola cascata, laterale rispetto al secondo salto, formatasi dopo l'intervento dell'architetto Andrea Vici, che tra il 1787 ed il 1788 fece operare un taglio diagonale sul secondo balzo della cascata deviandone parte dell'acqua. L'intento dell'architetto era di diminuire la portata dell'acqua ed evitare allagamenti a valle, operazione perfettamente riuscita.

Sentiero 3

Grado di difficoltà: facile
Tempo di percorrenza: 20 minuti (circuito ad anello)
Dislivello: 15 metri
Questo sentiero conduce il visitatore nella parte bassa della cascata fino a raggiungere il letto del fiume Nera. In questa zona, vista la pressione con cui l'acqua precipita sui gradoni intermedi, si forma un aerosol che crea un habitat particolare in cui crescono prevalentemente felci e muschi. In alcuni tratti il letto del fiume presenta delle pareti formate da imponenti rocce in gran parte ricoperte da muschio, lunghi tratti di sponde inoltre sono ricoperti dalle foglie giganti del farfaraccio comune, di dimensioni a volte così incredibili che osservandole si perde il senso delle proporzioni.

Sentiero 4

Grado di difficoltà: medio
Tempo di percorrenza: 20 minuti circa (in salita)
Dislivello: 90 metri
E' un percorso fatto con soli gradini grazie al quale il visitatore può ammirare la Cascata delle Marmore da due punti panoramici posti ad altezze diverse. Con questa passeggiata si può godere di una magnifica veduta frontale della Cascata e, volendo si può arrivare fino al Parco Batteria, nei pressi del paese di Collestatte.

Raggiungerla in Auto

Venendo dall'A1 (Autostrada del Sole) uscite al casello di Orte; quindi percorrete il raccordo autostradale Orte-Terni. Uscendo a Terni est seguite la strada principale in direzione del centro cittadino, lasciandovi sulla destra prima il cimitero, poi lo stadio Libero Liberati proseguite poi su Viale Aleardi fino ad arrivare ad una rotatoria con al centro il maestoso obelisco realizzato da Arnaldo Pomodoro. Continuate, quindi, dritti fino ad un'altra rotatoria, qui girate a destra ed attraverserete un ponte (Ponte Garibaldi). Alla fine del ponte troverete un'altra rotatoria; girate a sinistra ed arrivate fino al semaforo. Girate a destra e, alla successiva rotatoria potete scegliere: andando a destra troverete le indicazioni per il Belvedere Superiore, andando a sinistra arriverete ad un incrocio regolato da un semaforo; girate a destra proseguite sempre dritto e, dopo pochi chilometri arriverete al Belvedere Inferiore.

Per chi viene dalla superstrada E45: al termine di questa superstrada incontrerete il raccordo Orte-Terni; prendete la direzione Terni, uscite a Terni est per poi proseguire come sopra descritto.

Proveniendo dall'Abruzzo seguite l'A24 e uscite a Valle del Salto, poi percorrete la superstrada raggiungendo Rieti. Da lì dirigetevi verso la località Marmore. Arrivati a Marmore potete sceglire: girando a sinistra raggiungete con poche centinaia di metri il Belvedere Superiore, mentre se vi dirigerete verso Terni, dopo pochi chilometri di discesa, troverete il bivio per il Belvedere Inferiore. Superate il paese di Papigno ed arrivate al bivio con la strada Statale Valnerina. Girate a destra e dopo circa 2 chilometri sarete al Belvedere Inferiore.

Raggiungerla in Treno-Autobus

Arrivando con il treno alla stazione di Terni potete trovare gli autobus che vi portano ai due Belvedere della Cascata delle Marmore. Per il Belvedere Inferiore potete prendere l'autobus N° 7 e N° 21, mentre per il Belvedere Superiore il N° 24.

Orari

Al di fuori dei seguenti giorni festivi: 1-6 gennaio, 14 febbraio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1-22 maggio, 2 giugno, 15-16 agosto, 4 ottobre, 1 novembre, 8-25-26 dicembre, l'intera zona è chiusa al pubblico fatta eccezione per la zona di piazzale Byron e Belvedere superiore, che restano accessibili al transito pedonale

Prezzi e riduzioni

Il prezzo del biglietto d'ingresso viene stabilito in € 4,00.

Il pagamento del biglietto d'ingresso può essere effettuato in tre punti e più precisamente:
- in prossimità del parcheggio di piazzale Vasi
- presso la passerella pedonale di collegamento tra piazzale Byron e la zona sentieristica
- presso l'infopoint del Belvedere Superiore

Saranno previste le seguenti riduzioni ed esenzioni:
a. Bambini di età inferiore a 6 anni: ingresso gratuito
b. Studenti delle scuole elementari, medie inferiori e medie superiori in visita organizzata, accompagnati dal personale insegnante: riduzione del 50%, previa richiesta sottoscritta dal Capo d'Istituto
c. Residenti nelle Circoscrizioni VI e VII: ingressi gratuito; la residenza dovrò essere documentata al personale di controllo mediante documenti di identità
d. Soggetti non deambulanti: ingresso gratuito